14 Ottobre 1943

Cari genitori e fratelli,
tanti saluti vi manda il vostro K. Ringrazio tanto anche per il pacchetto con speck, formaggio e sigarette, tutte cose che fanno molto comodo qui; sono arrivate anche velocemente. M. ha ora finito la sua licenza, è stato fortunato. Per quel che mi riguarda, quest’anno non se ne farà niente, ho già avvisato Anna.
Cosa ci attende, questo non lo so nemmeno io, in ogni caso non rimarremo ancora a lungo in Francia.
Sto ancora bene e spero altrettanto di voi. Ormai avrete raccolto tutte le patate. Coma va il ginocchio di Padre? Ringraziate zia per la cara lettera, fa piacere ricevere notizie da casa.
Cosa vuole imparare A. allora?
Devo ora concludere, è tempo di montare la guardia. Le notti sono lunghe e fredde, sta arrivando l’autunno.
Buona notte, abbiate cura di voi
K.

8 Ottobre 1942

Cari genitori e fratelli,
cari saluti vi manda il vostro K. Ho ricevuto la vostra lettera a vi ringrazio. State ancora bene e la stessa cosa posso dire di me. Padre ha ancora dolori al ginocchio, se fosse andato subito dal medico, avrebbe risolto da tempo. Speriamo stia presto meglio. Ha ancora tanto lavoro da svolgere, anche se le patate quest’anno non sono venute su bene. Le avete portate a casa con il carretto, immagino che bastino appena per voi. Anna ne ha ordinato alcune di contrabbando e solo per questo motivo ne ha almeno un po’.
Anche T. è stato in licenza a casa, ma è ripartito  nuovamente. Si è arruolato soltanto tre mesi fa e gli hanno già accordato una licenza; è tutta questione di fortuna.
H. ce l’ha fatta, fra un po’ potrà rialzarsi in piedi. Ora però tocca a K. sua moglie, non è stato certamente un fardello leggero quello che le è toccato portare.
Cosa fa A.? Quale mestiere vuole imparare? Presto dovrà decidere ed è importare che scelga qualcosa di sensato.
Qui piove e fa freddo, il periodo più bello dell’anno è passato. Quando, di notte, si sta fuori al freddo e al vento, ci si accorge di quanto è bello essere a casa. Non ci si deve pensare però, non ha senso, bisogna farsene una ragione. E’ impossibile sperare in un arrivederci durante quest’anno, non posso contarci.
Voglio ora concludere.
Vi saluta nuovamente il vostro K.

Saluti anche a H., gli auguro una pronta guarigione Cosa fanno i miei cari? Tanti saluti anche a loro.

13 Settembre 1942

Cari genitori e fratelli,
i più cari saluti domenicali vi invia K.  Vi voglio ringraziare per il vostro saluto del 2.9., non ho ancora avuto il tempo per rispondervi, il tempo è poco e il servizio dura dalla mattina alla sera tardi.
H. non se la passa davvero bene, speriamo che ci diano presto la notizia che sta meglio.  Pensare che era così contento di tornare a casa in licenza, e ora è al lazzaretto! Ne ha passate troppe, la guerra priva il corpo di tutte le sue forze. Anche R. sarà distrutta, ma non deve perdere il coraggio: c’è sempre una speranza.
Vi ringrazio tanto anche per il dolce, era ancora molto buono. Avete già raccolto e riposto in soffitta il grano:  bene, così non ci pensate più. Le patate quest’anno non sono molte. Se Padre non si è ancora rimesso, dovrebbe andare dal medico prima che sia troppo tardi.
Cara madre, dici che voi due fra poco sarete vecchi, ma esageri. Vi auguro ancora una lunga vita piena di salute!
Cosa fanno i miei fratelli? Cara M., grazie mille per la cartolina che mi hai mandato mentre eri in gita con le tue amiche.  
Quando la guerra sarà finita, Anna e io faremo finalmente il nostro viaggio di nozze; la vita altrimenti regala solo lavoro e pensieri.
Non si sa ancora quando finirà la guerra, potrebbe durare ancora due anni, e oggi non si sa chi allora sarà ancora in vita.
Chiudo qui, augurandovi ogni bene, soprattutto auguro a padre di guarire presto
Vostro figlio

K.